01/02/2008

Teatro: crearsi un personaggio

Ciao a tutti,

dopo il saggio di metà anno abbiamo ripreso con il corso al  teatro d'Almaviva   e abbiamo avuto come compito quello di crearci un personaggio per ciò che metteremo in scena a fine corso del secondo anno. Non una sceneggiatura ma un personaggio inteso come esperienze, carattere e tutto quello che lo può caratterizzare. Poi sarà il nostro insegnante a dirci chi siamo, questo ci aiuterà solo a caratterizzarlo.

Ho preso "carta e penna", o sarebbe più corretto dire "videoscrittura e tastiera", e ho buttato giù un'idea. Il tutto dovrebbe essere ambientato negli anni ottanta. Ecco cosa ho scritto, se avete opinioni e suggerimenti di qualunque genere sono ben accetti:

 

Personaggio:

Omar Ortolani, 38enne. Figlio di Cornelio Ortolani e Maria Corfoglia, famosissima coppia di stilisti degli anni sessanta.Nato a Fiesole ha dimostrato fin da piccolo particolari capacità nelle materie scientifiche. La sua prima parola è stata “dieci”.

Diplomato con il massimo dei voti e promettente astrofisico. Quando era prossimo alla laurea presso la facoltà di fisica di Trieste, con trenta e lode in tutte le materie, ha dovuto abbandonare gli studi per un incidente: una sera stava rientrando a casa quando è inciampato su una cesta di frutta dimenticata nel corridoio di casa dalla madre.

La caduta gli procurò una forte commozione cerebrale che ne pregiudicò le capacità di memoria: gli capita, qualche volta, di avere dei completi vuoti di memoria e le sue capacità cognitive sono rallentate così come i movimenti. Eventi di pochi attimi ma che ne hanno pregiudicato irrimediabilmente le mire di astrofisico.

I genitori si sono rovinati per cercare di curarlo, l'hanno portato anche dai migliori professori americani ma è stato tutto inutile. Rassegnati lo hanno abbandonato e ora vivono in Tailandia. Lui gli scrive tutte le settimane ma loro non gli hanno mai risposto. Non li sente e non li vede da 10 anni.

Ogni mattina aspetta, con patetica tenerezza, che il postino gli porti una lettera di loro.

Vive nel rimpianto di non essersi laureato. Ha un'avversione schizzofrenica per tutta la frutta. Se per lavorare deve aver a che fare con frutti di qualunque tipo, ha con se uno buffo amuleto di uno sciamano egiziano con il quale evoca un antico rituale per poter maneggiarla.

E' un buon lavoratore, preciso ma un po' pieno si sé. Quando ne ha l'occasione cerca di mettere in mostra le sue capacità scientifiche senza rendersi conto che i suoi interlocutori non riescono a capire di cosa stia parlando: equazioni differenziali, formule termodinamiche, stelle e galassie.

Ha un poster in camera e una foto nel portafoglio della sua ultima professoressa di astronomia: Margherita Hack. Per lui la donna più bella del pianeta. Nello walkman non ascolta musica ma le lezioni della Hack.

Odia lo sport e in particolare il calcio: lo ritiene folle. Non per il gioco o per chi sa cosa, ma perché secondo lui si dovrebbe giocare in trecidi per squadra e con tre palloni.

Ora sta provando una nuova cura per la memoria che gli ha consigliato uno strano signore arrivato alla locanda: un misto di rituale new age.

E' sposato da poco. Non sa perché l'ha fatto: non riesce a ricordarlo, ma è convinto che un motivo ci sia e prima o poi gli verrà in mente. Lei, la moglie, si chiama Giulia. Si sono conosciuti in una gelateria e per lei è stata una folgorazione. Cercava sempre un uomo diverso e Omar è l'uomo dei suoi sogni o come lo chiama “ il matto intelligente”.

Amante della pulizia e della dieta equilibrata. Conosce tutti i contenuti calorici degli alimenti e non riesce a spiegarsi perché quelli non li dimentica mai.

Ha un gusto particolare nel vestirsi: colori sgargianti con abbinamenti di cattivo gusto. Ma nessuno gli fa notare mai niente per evitare che lui risponda con la solita lezione su colori e lunghezze d'onda.

Sono anni che sta cercando di scrivere un giallo fantascientifico ma dopo pochi capitoli ha un colpo di amnesia e deve ricominciare la storia dal principio. Ma lui è un testardo e continua a riscriverla, al massimo è arrivato a scrivere il decimo capitolo ma poi nebbia totale.

Sul lavoro il problema maggiore sono i rallentamenti fisici: una volta, nonostante sapesse di non doverlo fare, stava versando da bere a una persona e il risultato fu una bottiglia di grappa rovesciata per riempire un bicchierino. La moglie ha scoperto che basta far suonare una campanellina e il ritmo di Omar torna normale ma non ha alcun effetto sulle amnesie.

Un uomo infelice, sull'orlo della depressione ma ha la fortuna di dimenticare ogni tristezza ogni volta che ha un'amnesia e il suo umore è come una ruota che gira all'infinito.

 

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Grazie per i vostri commenti 

 

 

17/01/2008

Teatro: saggio di metà anno

Ciao a tutti!

Martedì ho avuto il saggio di metà anno. Per il secondo anno di corso al Teatro d'Almaviva

Un'esperienza bellissima. I miei compagni sono stati fantastici e trascorrere quei momenti con loro, condividere il buio e l'attesa per quell'inizio è stato impagabile.

Ci voleva proprio e mi ha regalato tranquillità. Il 2008 non era nel migliore dei modi e questa serata vale tanto, è una di quelle occasioni che vorresti non dimenticare mai. Non importa se siamo stati bravi oppure no, l'importante è aver condiviso questa esperienza con altre persone, una più meravigliosa dell'altra.

Qui una foto:

 

Le altre foto le potete vedere su questo link:

http://www.flickr.com/photos/16418436@N05/ 

 

Un abbraccio a tutti i miei compagni di teatro!

 

Andrea 

10/01/2008

Teatro: Saggio di metà anno

Ciao a tutti.

Il prossimo martedì, 15 gennaio 2008, avrò il saggio di metà anno del corso di teatro.

Mettiamo in scena una situazione rivisitata in varie chiavi e linguaggi.

Vi farò sapere come è andata.

 

Andrea 

04/10/2007

Improvvisazione teatrale

Ci siamo,

è finalmente ricominciato il corso di teatro. Di nuovo tutti insieme, anche se per la verità c'erano alcune assenze, spero solo per la prima lezione. Lo spirito è quello giusto e il clima ideale, già ci conosciamo tutti e ritrovarci a improvvisare è divertentissimo. Il secondo anno non sarà solo improvvisazione ma lavoreremo anche su testi, diciamo un mix teatro-improvvisazione.

Mi sono divertito e credo che quest'anno sarà ancora meglio e regalerà al gruppo molte soddisfazioni.

 

Se a qualcuno interessa iniziare il primo anno, sono ancora apere le iscrizioni, il corso si tiene a Firenze. Vi posso assicurare che non ve ne pentirete.

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Andate sul loro sito e troverete tutte le informazioni:

www.teatrodalmaviva.com 

 

 

Vi terrò aggiornati sulle future lezioni.