04/10/2008

Tic, tac! Tic, tac!

Firenze, 4 ottobre 2008



Tic, tac!


Tic, tac! Tic, tac!
Sì, il tempo passa inesorabile. Qualche ruga in più, qualche altro ricordo a foderare il nostro cuore e quei piccoli scriccioli in maglia bianco rossa che iniziano a crescere.
Under 9!
Siamo di nuovo a bordo campo a vedere i nostri giovanissimi atleti correre, placcare e sorridere. Il sorriso e le grida sono quelle di sempre, anzi ora c'è ancor più amicizia sia in campo sia dietro le reti.
Loro si conoscono meglio e noi genitori siamo passati dai sorrisi e dai saluti di circostanza di un anno fa, a le frasi del tipo: “...quando facciamo la cena delle mamme?” “ Usciamo insieme a mangiare una pizza?”...
Dicevo, under 9. Ci siamo noi che proveniamo della categoria inferiore, ci sono i nuovi e i bambini che erano già under 9.
Ai primi allenamenti ci siamo accorti che siamo molti e questo non può che rendere felici tutti. Il rugby sta crescendo, è sotto gli occhi di tutti.

Tic, tac! Tic, tac!
Siamo al campo del Bombo per una amichevole.
Lo scorso anno lo ricordo benissimo: freddo e pioggia. Bambini che tremavano coperti di fango. Oggi non siamo a febbraio e il tempo non è dei peggiori. Spogliatoi affollati e genitori che iniziano a farli vestire da soli. Corse e risate davanti all'ingresso e poi tutti nuovamente negli spogliatoi a prendere le maglie. Mauro, l'allenatore, avrà da sudare per ricordarsi tutti i loro nomi.

Tic, tac! Tic, tac!
Entriamo in mezzo al campo per il saluto di rito e per una foto tutti insieme. Due partitelle e subito si capisce che è molto diverso dallo scorso anno. Non parlo delle dimensioni del campo e del fatto che sono otto per squadra, parlo del modo di gioco. Inizia a contare sempre di più la squadra. Ci sono le individualità, bambini che hanno già la corsa e la malizia di piccoli campioncini ma raggiungere l'agognata meta è più difficile dello scorso anno e senza il gruppo che aiuta, che fa “sostegno”, be' la vedo dura.

Tic, tac! Tic, tac!
Sono cresciuti e anche se la palla cade spesso di mano e c'è chi si distrae e chi fa lo scemetto, si vede subito che sanno come mettersi in campo e l'impegno, la voglia di fare e di divertirsi certo non manca. Se guardo mio figlio e lo confronto con quelli più grandi di un anno... be', lui non ha paura di essere schiacciato e questo mi basta.

Tic, tac! Tic, tac!
La squadra; fare gruppo; aiutarsi nei momenti difficili; si vince e si perde tutti insieme!
Il tempo passa e crescere in uno sport che ti insegna questo è positivo.

Tic, tac! Tic, tac!
Un altro ricordo, un'altra giornata di sport e loro che continuano a crescere.

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