11/03/2008

Libro: Ridere di me

Mi è venuta voglia di scrivere un romanzo, ho una mezza idea della storia e ho pensato di scriverlo sul blog, via via che ne scrivo un pezzo lo inserirò qui. Non so se riuscirò a terminarlo ma ci voglio provare. Dato che è scritto direttamente qui, perdonate quelche errorino che ci troverete, anzi se avete da segnalarmi errori o suggerimenti ne sarò ben felice.

 

Ridere di me                    11 marzo 2008

 

Introduzione:

 

La prima giornata di sole dopo quasi due settimane di pioggia. Sandro aprì la finestra e respirò a pieni polmoni. Socchiuse leggermente gli occhi e cercò di farsi accarezzare dai quei timidi raggi di sole.

Si voltò verso la libreria, il vecchio orologio in porcellana della nonna segnava le sette e trentacinque. Sorrise e si mise a osservare il risveglio della campagna.

Viveva in un piccolo borgo nella campagna dimenticata tra Pisa e Lucca. Non era nato lì, ma quella era la terra della sua gente. Lui aveva emesso il primo pianto trentadue anni prima a Firenze: i genitori avevano abbandonato quelle case con la speranza di non farvi più ritorno. Ma, come spesso accade, il destino può trovare mille inghippi per rimescolare tutto e far succedere l'inimmaginabile.

Ora viveva da solo in quella grande casa di pietra al lato sud del paese, nove stanze piene di mille fantasmi e tonnellate di ricordi.

Sospirò e si diresse verso il bagno, le ultime due flautolenze al profumo di fogna preannunciavano un bisogno più materiale. Mentre alleggeriva il proprio corpo prese una rivista dalla mensola e si mise a leggere, ricordava di aver intravisto un articolo interessante sulle Maurizius e lui, unico ad avere un'agenzia di viaggi in quel luogo sperduto, doveva essere aggiornato, anche se i suoi vecchi concittadini andavano al massimo a Lourdes o ai vari eremi e monasteri sparsi per il territorio nazionale. Sandro gestiva un'attività commerciale che sembrava uscita da un fumetto: era agenzia di viaggi, impresa di pompe funebri e locale di ritrovo per chi voleva provare l'ebrezza della navigazione in Rete. Il suo locale era l'unico ad avere una connessione a banda larga e Sandro aveva messo a disposizione tre PC per chiunque ne avesse bisogno, unica richiesta era un'offerta per una missione in Brasile, gestita da un ex concittadino.

Stava per terminare l'ultimo sforzo evacuatore, di solito quello che regala grandi gioie per il corpo, quando squillò il telefono. Il Destino non solo rompe le palle, ma lo fa anche nei momenti meno opportuni.

 

 

 

Commenti

Come inizio mi piace anche se sembra iniziare su un tono serio per poi passare a uno "volgare" nel senso buono della parola. Comunque è un po' breve da giudicare. Fossi in te posterei dei pezzi più lunghi. Continua che sono curiosa di vedere come procede.
Sandra

Scritto da: Sandra | 13/03/2008

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