10/03/2008

Trasporto pubblico: Ataf e inciviltà

 


No, così proprio non va!

 

Firenze, sabato mattina, decido di andare in centro con moglie e figlio, per un'iniziativa interessante per i bambini. Avevo prenotato a una certa ora: attività a numero chiuso organizzata dall'osservatorio astrofisico di Arcetri. Insomma una di quelle , purtroppo rare, iniziative di divulgazione scientifica per bambini. Torniamo ai mezzi pubblici.

Come andare in centro? Prendo l'autobus, che domande.

Dovevo immaginare che non fosse la scelta giusta, vista la brutta esperienza di due anni fa. Faccio i miei calcoli sull'orario: sabato mattina, poco traffico. Vista la mia scarsa fiducia sull'Ataf mi prendo i miei buoni 30 minuti di scarto. Monto sull'autobus, tre biglietti e a metà strada sale un tizio, dipendente ATAF, che avverte il conducente e i passeggeri che il tragitto in centro è variato, che proprio dal centro non ci passa: manifestazione delle donne, forse. Dobbiamo scendere e farcela a piedi. Camminata di passo svelto e arriviamo giusto in tempo.

Ora mi chiedo, la manifestazione non sarà certo stata improvvisata, quindi cosa costava all'ATAF far muovere il culo a qualche dipendente per mettere alle fermate dei fogli di avviso? 

Mi sarebbe costato meno andare in auto: avrei parcheggiato addirittura più vicino di dove sono sceso e pagato meno di parcheggio.

Al ritorno poi mi sono ancora più convinto che l'ignoranza la fa da padrona. Le persone sull'autobus, e non parlo solo di extracomunitari ma anche di italiani, hanno dimostrato di essere delle bestie: piedi sui sedili, nessuno che si alza per far sedere una signora anziana ( si alza una che avrà avuto solo qualche anno meno di lei), uno che si mette a fare rutti e dei ragazzi che gettano a terra carte e lasciano lattine.

Quindi: fanculo all'autobus e a tutti i cafoni che vi ho trovato sopra.

Mezzi pubblici? No, grazie! 

Commenti

Ciao Andrea,il tuo disappunto sui mezzi pubblici è un pò ovunque.
Qui a Roma,specialmente in metropolitana,fanno a gara per chi si siede prima,e non solo i romani stessi,ma anche gli extracomunitari. Come si aprono le porte della metro,si viene travolti da un'onda di gente che spera di trovare subito posto,che ci siano anziani o donne,cosa importa?
Solo mi è capitato in trentino,sulla Trento-Malè,stavo andando con mia madre e mio marito a Trento,portavo mio nipote in braccio,avevo chiuso il passeggino. lì una persona anziana, che si trovava seduto su un sedile,si alzò e mi cedette il posto,mi ha colpito molto questa cosa perchè era la prima volta che mi capitava,qui a Roma non è mai successo. Che siano più civili? Forse, non ci sono atti di vandalismo sui mezzi,niente scritte sui sedili,come se fossero appena messi in strada. E' una cosa che non si vede in giro,qui non fanno in tempo a mettere mezzi che il girno dopo già sono pieni di scritte e disegni osceni!
Ciao.

Scritto da: Cira | 19/03/2008

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