21/02/2008
Presentazione libro a Firenze

Si parlerà del suo romanzo "Con tutto il mio amore" edito dalla nostra Casa Editrice Stranamore. Si consiglia, a chi interverrà, di leggerlo, in modo da poterne parlare con l'autore e con gli altri convenuti.
L'ingresso è libero.
10:00
Scritto da: firigullo
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19/02/2008
Terzo tempo
di Andrea Donnini
Domenica mattina, ore 08:15 e temperatura di meno due gradi. Il sole inizia a farsi forza ed è giunta l'ora di svegliarlo. Tra poco più di un'ora dobbiamo essere al campo di rugby per l'assembramento under 7. Ora, per i non addetti ai lavori, si tratta di una giornata dove i bambini di varie società si affrontano, sei contro sei, in mini partite di questo splendido sport che è il rugby.
Niente pacchetti di mischia o pali dove calciare quella buffa palla ovale, ma solo poche regole per iniziare a fargli capire come si gioca e, prima di tutto, a comprendere che cosa sia veramente un avversario nello sport. Lo scopo finale è comunque come divertirsi tutti insieme.
Prepariamo la borsa, il mangiare e la cassa di bottiglie. Questa volta l'assembramento è alla nostra sede e tocca a noi organizzare viveri e vettovaglie varie.
Arriviamo al campo puntuali, fa freddo ma lui, mio figlio di non ancora sette anni, non sembra preoccuparsene. E' contento: già vede alcuni dei suoi amichetti.
Lo accompagno negli spogliatoi mentre mia moglie sale al piano di sopra: si è offerta di aiutare ai tavoli.
Pochi minuti ed è fuori, ho cercato di coprirlo il più possibile ma la sua maglia numero cinque è in bella vista. Per lui non è importante vincere ma divertirsi e sono felice di vederlo correre e scherzare con i suoi compagni.
Piano piano arrivano le altre società, una anche da un'altra regione. Il sole continua la sua lotta contro il freddo che ancora la fa da padrone.
Sono in molti, l'allenatore li fa rientrare nello spogliatoio e li divide in tre squadre, non c'è agonismo o campanilismi: se a un'altra società manca un elemento, nessun problema, i bambini cambiano maglia senza farsi problemi. Vado sulle gradinate armato di macchina fotografica e vedo che sono in buona compagnia. Il freddo, alimentato da un leggero venticello, si fa pungente. Per un attimo penso: - e se si ammala?
Lo cerco tra le maglie bianche e rosse e lo vedo correre. No, non mi sembra infreddolito. Le partite filano via con bambini che già iniziano a dimostrare movimenti appropriati, altri che scherzano e ridono altri che cercano con movimenti goffi di portare avanti il pallone. Insomma, nel campo vedi di tutto ma è il divertimento che accomuna ogni bambino. Anche tra gli allenatori ci sono quelli che urlano, chi da solo consigli, chi dice di non afferrare per il collo e chi guarda compiaciuto di contribuire a insegnare lo Sport, quello con la S maiuscola a un gruppo di bambini.
Ore 12:20, fine delle partite, gli under 9 continueranno ancora per un po'. Corro verso gli spogliatoi. Cerchiamo di farci spazio.
- Babbo, hai visto come ho placcato?
- Sei stato bravo. Ti sei divertito?
- Sì, tantissimissimo!
- Dai fai la doccia che c'è il terzo tempo.
Sotto le docce è un mescolio di urla e risate varie. L'aiuto a rivestirsi. Una sbucciatura al ginocchio e un graffietto al polpaccio ma lui proprio non se ne accorge.
Usciamo e attendiamo il resto del gruppo. L'allenatore li raduna e li fa salire al piano di sopra. Molti tavoli e bambini di tutte le società a mangiare insieme. Le mamme a servire ai tavoli e io attendo fuori.
Mi affaccio sulla strada. Polizia, carabinieri e vigili a presidiare il piazzale. A pochi metri c'è lo stadio. Si gioca una partita di serie A: Fiorentina-Catania. A guardare bene sembra più l'entrata di una prigione.
Guardo attraverso la vetrata e vedo mio figlio in piedi che osserva affascinato quella foto alla parete dove una squadra, con divisa completamente nera, sta facendo un'antica danza. Quante volte mi ha chiesto di fargliela vedere al computer. Un bambino si avvicina e lo fa ridere, poi sono tutti intorno all'allenatore. Facce sorridenti e allegria a ogni tavolo.
Terzo tempo.
Sirene e cori oltre la strada.
Terzo tempo.
No, quello che faranno in quello stadio ne porta solo il nome.
Mi volto e mi godo il vero terzo tempo.
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E ora un bel video e una foto dei mitici All Blacks:
Atleti del calcio contro atleti del Rugby...

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17:45
Scritto da: firigullo
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14/02/2008
Teatro: La Maschera - Teatro Puccini Firenze

Uno spettacolo da non perdere!
15:53
Scritto da: firigullo
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07/02/2008
Poesia: Ad Aprile a votare
A vederli non so se incazzarmi
ad ascoltarli devo solo rassegnarmi.
Stesse facce, stessi discorsi altisonanti,
ma che vadano a fanculo tutto quanti.
03/02/2008
Libro: Argonauti
Un altro libro letto.

Il genere è quello mitologico-greco, un'avventura che riesce ad appassionare il lettore trascinandolo in luoghi ed epoche care a ogni persona amante del genere.
Giasone e i suoi argonauti: un manipolo di eroi che decisero di intraprendere un viaggio ai limiti dell'impossibile sulle coste del Mar Nero. Il loro spirito d'avventura li porterà ai confini del mondo allora conosciuto, per recuperare il vello d'oro, un simbolo del potere scomparso da diverse generazioni.
Potete acquistarlo sia su IBS sia direttamente dalla casa editrice o in libreria
23:20
Scritto da: firigullo
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01/02/2008
Teatro: crearsi un personaggio
Ciao a tutti,
dopo il saggio di metà anno abbiamo ripreso con il corso al teatro d'Almaviva e abbiamo avuto come compito quello di crearci un personaggio per ciò che metteremo in scena a fine corso del secondo anno. Non una sceneggiatura ma un personaggio inteso come esperienze, carattere e tutto quello che lo può caratterizzare. Poi sarà il nostro insegnante a dirci chi siamo, questo ci aiuterà solo a caratterizzarlo.
Ho preso "carta e penna", o sarebbe più corretto dire "videoscrittura e tastiera", e ho buttato giù un'idea. Il tutto dovrebbe essere ambientato negli anni ottanta. Ecco cosa ho scritto, se avete opinioni e suggerimenti di qualunque genere sono ben accetti:
Personaggio:
Omar Ortolani, 38enne. Figlio di Cornelio Ortolani e Maria Corfoglia, famosissima coppia di stilisti degli anni sessanta.Nato a Fiesole ha dimostrato fin da piccolo particolari capacità nelle materie scientifiche. La sua prima parola è stata “dieci”.
Diplomato con il massimo dei voti e promettente astrofisico. Quando era prossimo alla laurea presso la facoltà di fisica di Trieste, con trenta e lode in tutte le materie, ha dovuto abbandonare gli studi per un incidente: una sera stava rientrando a casa quando è inciampato su una cesta di frutta dimenticata nel corridoio di casa dalla madre.
La caduta gli procurò una forte commozione cerebrale che ne pregiudicò le capacità di memoria: gli capita, qualche volta, di avere dei completi vuoti di memoria e le sue capacità cognitive sono rallentate così come i movimenti. Eventi di pochi attimi ma che ne hanno pregiudicato irrimediabilmente le mire di astrofisico.
I genitori si sono rovinati per cercare di curarlo, l'hanno portato anche dai migliori professori americani ma è stato tutto inutile. Rassegnati lo hanno abbandonato e ora vivono in Tailandia. Lui gli scrive tutte le settimane ma loro non gli hanno mai risposto. Non li sente e non li vede da 10 anni.
Ogni mattina aspetta, con patetica tenerezza, che il postino gli porti una lettera di loro.
Vive nel rimpianto di non essersi laureato. Ha un'avversione schizzofrenica per tutta la frutta. Se per lavorare deve aver a che fare con frutti di qualunque tipo, ha con se uno buffo amuleto di uno sciamano egiziano con il quale evoca un antico rituale per poter maneggiarla.
E' un buon lavoratore, preciso ma un po' pieno si sé. Quando ne ha l'occasione cerca di mettere in mostra le sue capacità scientifiche senza rendersi conto che i suoi interlocutori non riescono a capire di cosa stia parlando: equazioni differenziali, formule termodinamiche, stelle e galassie.
Ha un poster in camera e una foto nel portafoglio della sua ultima professoressa di astronomia: Margherita Hack. Per lui la donna più bella del pianeta. Nello walkman non ascolta musica ma le lezioni della Hack.
Odia lo sport e in particolare il calcio: lo ritiene folle. Non per il gioco o per chi sa cosa, ma perché secondo lui si dovrebbe giocare in trecidi per squadra e con tre palloni.
Ora sta provando una nuova cura per la memoria che gli ha consigliato uno strano signore arrivato alla locanda: un misto di rituale new age.
E' sposato da poco. Non sa perché l'ha fatto: non riesce a ricordarlo, ma è convinto che un motivo ci sia e prima o poi gli verrà in mente. Lei, la moglie, si chiama Giulia. Si sono conosciuti in una gelateria e per lei è stata una folgorazione. Cercava sempre un uomo diverso e Omar è l'uomo dei suoi sogni o come lo chiama “ il matto intelligente”.
Amante della pulizia e della dieta equilibrata. Conosce tutti i contenuti calorici degli alimenti e non riesce a spiegarsi perché quelli non li dimentica mai.
Ha un gusto particolare nel vestirsi: colori sgargianti con abbinamenti di cattivo gusto. Ma nessuno gli fa notare mai niente per evitare che lui risponda con la solita lezione su colori e lunghezze d'onda.
Sono anni che sta cercando di scrivere un giallo fantascientifico ma dopo pochi capitoli ha un colpo di amnesia e deve ricominciare la storia dal principio. Ma lui è un testardo e continua a riscriverla, al massimo è arrivato a scrivere il decimo capitolo ma poi nebbia totale.
Sul lavoro il problema maggiore sono i rallentamenti fisici: una volta, nonostante sapesse di non doverlo fare, stava versando da bere a una persona e il risultato fu una bottiglia di grappa rovesciata per riempire un bicchierino. La moglie ha scoperto che basta far suonare una campanellina e il ritmo di Omar torna normale ma non ha alcun effetto sulle amnesie.
Un uomo infelice, sull'orlo della depressione ma ha la fortuna di dimenticare ogni tristezza ogni volta che ha un'amnesia e il suo umore è come una ruota che gira all'infinito.
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Grazie per i vostri commenti
15:20
Scritto da: firigullo
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